Lavoro alla pari all'Estero: cos'è e come funziona

Il lavoro alla pari all’Estero (au pair) è stato introdotto in Italia con la Legge n. 304 del 18/05/1973 ed è regolamentato in ambito europeo dall’Accordo di Strasburgo. Si tratta di una grande opportunità, per una persona che intende imparare una nuova lingua e arricchirsi grazie allo scambio culturale, di apprendere e imparare a scrivere, nonché a parlare correttamente l’inglese, il francese e altri idiomi. Non tutti sanno esattamente in cosa consiste il lavoro alla pari, ecco perché in questo articolo forniremo tutte le informazioni utili pre-partenza.

Il lavoro alla pari è così definito in quanto il lavoratore (o lavoratrice) si impegna a prestare la propria collaborazione in ambito famigliare, presso un nucleo residente all’Estero, sbrigando faccende e commissioni quotidiane, o badando ai bambini, in cambio di ospitalità comprensiva di vitto e alloggio.

Generalmente il lavoro au pari è riservato alle ragazze, per la maggior attitudine a svolgere compiti casalinghi, ma in alcuni Paesi come l’Olanda e la Francia, le famiglie sono disposte ad accogliere anche studenti di sesso maschile.

Nonostante si tratti di lavoro alla pari durante il soggiorno si può ricevere un piccolo compenso, che di solito non supera le 100 euro settimanali: per questo motivo, prima della partenza, è indispensabile aprire un conto corrente nel Paese ospitante. L’esperienza lavorativa in famiglia è profondamente diversa dagli stage e da qualunque altro lavoro svolto da dipendenti all’Estero, perché ha la specifica finalità di consentire allo studente di imparare una nuova lingua. Ecco perché è importante prendere accordi con la famiglia ospitante fin da subito, specie in relazione agli orari di lavoro, da fissare in modo tale da consentire la frequentazione di corsi di lingua in loco. Nona caso il lavoratore che si reca all’Estero alla pari, rappresenta una categoria specifica diversa tanto dallo studente in senso stretto, quanto dal lavoratore: è un soggetto che intraprende il viaggio con la specifica finalità di partecipare ad un progetto di scambio culturale per apprendere una nuova lingua. Per evitare l’insorgere di problemi di tempo e orari dunque, è buona norma stipulare un contratto che stabilisca i diritti e i doveri dello studente e della famiglia ospitante. Copia dell’accordo dovrà essere consegnata all’Autorità competente per gli scambi culturali dello Stato ospitante.

Esistono portali nazionali, europei e agenzie italiane che si occupano dell’incontro fra domanda e offerta di lavoro alla pari: per rivolgersi alle persone giuste, basta confrontare le offerte proposte e consultare online qualche recensione. Una volta individuato il canale, occorrerà preparare i documenti necessari alla partenza, cioè la lettera di presentazione alla famiglia redatta in lingua dello Stato ospitante, una scheda contenente la propria anagrafica, il certificato medico, le proprie referenze, la disponibilità oraria e gli obiettivi che si intendono raggiungere tramite l’esperienza alla pari, la fotocopia del documento d’identità, una fototessera, il certificato penale che attesti l’integrità morale ed eventuali permessi di studio e lavoro.

È importante non dimenticare mai di sottoscrivere un’assicurazione viaggio per l’Estero. Il lavoro alla pari in genere dura più di qualche mese, e durante la permanenza bisogna tutelarsi da eventuali infortuni. Con una polizza viaggio au pair ci si protegge contro rischi quali la malattia e l’infortunio grazie alla copertura spese mediche e ospedaliere, che interviene sostenendo i costi dell’assistenza. Un’assicurazione viaggio completa risarcisce inoltre l’interruzione del viaggio, il suo prolungamento, lo smarrimento del bagaglio o di altri effetti personali.

Eleonora D'Angelo

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