Viaggi con destinazione Israele o i Paesi islamici: attenzione ai timbri sul passaporto

In programma un viaggio con destinazione Israele o un Paese del Medio Oriente o uno Stato islamico? Per evitare sgradite sorprese alla frontiera e per scongiurare il rischio di un respingimento, è fondamentale sapere che alcuni di questi Stati non consentono l'ingresso a persone con il passaporto (di qualunque nazionalità) che contenga visti o timbri di determinati Paesi. Non si tratta, ovviamente, di un problema irrisolvibile: dietro richiesta dell'interessato, i timbri di entrata e di uscita dal Paese non vengono apposti con la conseguenza che, da un punto di vista formale, non risulterà il passaggio da quello Stato.

Timbro di Israele sul passaporto: ecco gli Stati che non consentono l'ingresso

Sono sei le Nazioni che non accettano passaporti contenenti timbri o visti israeliani: si tratta dell'Iran, del Libano, della Libia, del Sudan, della Siria e dello Yemen. La presenza sul passaporto del timbro di Israele preclude, pertanto, l'ingresso nei suddetti Paesi. Bisogna, poi, tenere conto di due ulteriori circostanze. Da un lato, alcuni dei Paesi sopracitati possono vietare l'ingresso alle persone il cui passaporto non contiene timbri o visti israeliani, ma timbri di ingresso o di uscita da località al confine con Israele, come ad esempio Taba in Egitto. Dall'altro lato, nel caso un viaggiatore entrasse in Siria dalla Giordania esibendo un passaporto che non reca indicazioni di come la persona sia arrivata in Giordania, le Autorità di frontiera siriane potrebbero negare l'ingresso.

Ingresso in Israele: tutto quello che c'è da sapere

Per l'ingresso in Israele è necessario il passaporto con validità di almeno sei mesi dalla data di ingresso, mentre il visto d'ingresso non è richiesto per soggiorni turistici fino a novanta giorni, con la possibilità di un prolungamento a discrezione delle Autorità locali. La presenza sul passaporto di timbri o visti di Paesi arabi o musulmani non costituisce di per sé un fattore ostativo e non è motivo di respingimento alla frontiera israeliana. Tuttavia, in questi casi, all'arrivo in Israele la Polizia di frontiera è autorizzata a sottoporre il viaggiatore a controlli lunghi ed approfonditi. Ne consegue che chi entra in Israele con un passaporto sul quale sono apposti timbri e visti di Paesi arabi o musulmani è tenuto, su richiesta delle Autorità locali, a dare conto dei viaggi effettuati nei Paesi in questione e a dimostrare di non avere frequentato in loco scuole coraniche e di non essere entrato in contatto con gruppi estremisti. Infine, prima di intraprendere un viaggio verso Israele, le persone che siano state destinatarie di un provvedimento di espulsione da Israele, che abbiano illegalmente risieduto nel Paese o che abbiano ricevuto in passato un diniego di ingresso devono verificare quale sia il proprio status presso le Autorità consolari israeliane all'estero o presso il Ministero degli Interni israeliano per evitare provvedimenti di respingimento alla frontiera.

Cosa fare per ovviare al problema: alcune dritte

Adottando alcuni semplici accorgimenti, è possibile ovviare al problema e presentare alla frontiera un passaporto privo di quei timbri che potrebbero determinare il respingimento. In passato, fino al 2006, le guardie di frontiera israeliane erano solite apporre il timbro su un cartoncino separato dal passaporto, mentre oggigiorno è possibile richiedere alle Autorità israeliane di frontiera che i timbri di entrata e di uscita non vengano apposti sul documento.

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